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"La natura non esiste più": rappresentazione del non-umano e dell’apocalisse ne Il superstite di Carlo Cassola

Research output: Chapter in Book/Report/Conference proceedingConference contribution

Abstract

Sullo sfondo della campagna toscana de Il superstite (1978), l’apocalisse arriva paradossalmente senza nessun elemento drammatico e coglie l’uomo di spalle, non dandogli il tempo di reagire. Il cane Lucky si troverà , suo malgrado, a diventare protagonista e testimone della progressiva scomparsa di ogni forma di vita dal pianeta. Avendo in orrore proprio la solitudine, rimasto senza più nessuno da servire, Lucky finirà per sentirsi «un inutile superstite» e si lascerà morire. In questo scenario catastrofico, dominato da assenze e incomunicabilità , il silenzio è quasi assordante; le stelle si fanno beffe della sofferenza di Lucky, simboleggiando una natura indifferente al dolore terrestre. In questa favola apocalittica, Cassola mette in atto le sue tesi ecologiste di matrice illuministica espresse ne Il gigante cieco (1976), in cui era raffigurata un’umanità ancora politicamente ferma allo «stadio animale». Gli animali diventano così strumento critico per capire cosa abbia causato la fine del mondo, mentre l’apocalisse rappresenta il perfetto tropo letterario per inventare nuovi modi di rifare la vita. Se «l’aspetto negativo di questo mondo artificiale è stato di non esserlo abbastanza», per Cassola la stessa rivoluzione dovrà essere «un processo contro natura».
Original languageItalian
Title of host publicationContemplare/abitare: la natura nella letteratura italiana
Subtitle of host publicationatti del XXVI Congresso dell’ ADI - Associazione degli Italianisti (Napoli, 14-16 settembre 2023)
EditorsElena Bilancia, Margherita De Blasi, Serena Malatesta, Matteo Portico, Eleonora Rimolo
Place of PublicationRome
PublisherAdi Editore
Number of pages6
ISBN (Electronic)9788894743425
Publication statusPublished - 1 Jan 2025

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